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Orphen

BENVENUTA ISOTTA

Posted on 2008.08.04 at 16:58


Il vuoto lasciato da un grande Amore può essere colmato solo da un nuovo Amore.... 
In realtà il vuoto rimane, ma l'abisso che il nuovo amore gli scava di fianco, colmandolo di sè, crea l'illusione che un nuovo Oceano abbia raccolto tutta l'acqua defluita dalla voragine del precedente.
Il cuore è come un pianeta devastata da grandi glaciazioni, improvvise primavere, e solo la Vita compensa la Morte, solo la Morte la Vita.



GALLERIA


magician

In memoria di un cane-giallo

Posted on 2008.07.26 at 18:28







Arrivederci, Giudy.
Con te perdo una fetta grande di cuore.
Non la perdo per sempre, la lascio in sospeso, le permetto di sgusciare nell'altra stanza, dove so che c'è chi l'aspettava da tanto tempo.

Giuditta è stata con me 10 anni e mezzo. E'tanto tempo.
Tante gioie, tanti dolori, alcuni piccoli, curabili con una passeggiata, un gelato, coccole una dormita insieme, abbracciate, altri più grandi.
Ma passeggiata, gelato e coccole funzionavano sempre.

Adesso sono un po'più sola.
E ho un po'più paura.
Ma solo perchè non sento la sua presenza al mio fianco.






magician

Lotta aperta

Posted on 2008.07.25 at 10:48
...giorno dopo giorno, incessantemente, tra me (e i miei pochi, fedeli alleati, o semplici simpatizzanti...) e il mondo.
Un mondo assurdo, che rema contro, il più delle volte senza un valido motivo, spesso, troppo spesso, per il peggiore dei motivi, il vile denaro.
C'è questa cosa che mi fa impazzire, questo integratore aliemntare a base di inusitolo esafosfato, che dovrei dare a Giuditta per aiutarla a combattere il tumore... Un prodotto che in USA e nel resto del mondo è venduto al supermercato ed è usato da palestrati e appassionati di body-building. Bene, il nostro glorioso Ministero della sanità ha deciso che l'inusitolo esofosfato è fuorilegge, in questo nostro grande, mitico paese di merda!
Perchè?
Sa Dio!!!!

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C

Orphen

Di cani-gialli e altre meraviglie....

Posted on 2008.07.14 at 16:35
Non è facile trattenere le le lacrime, a dispetto delle migliori intenzioni di essere forti, postivi, e di crederci, crederci fino alla fine, perchè alla fine non ci siamo ancora arrivati.

Il mio cane sta male.
Il mio cane-giallo. Giuditta. Questa circostanza si è abbattuta sulla nostra vita tranquilla con la violenza di un uragano in un prato fiorito, come una palla da bowling contro uno schieramento di birilli ignari. Una palla da bowling scagliata con maestria....

Io ho tirato fuori tutto l'armamentario del caso: fede, speranza, carità, positività, e, come arma di scorta, la ferma consapevolezza che se proprio le cose fossero andate male, c'era sempre la mamma pronta ad accogliere Giuditta dall'altra parte, in quel mondo fuori dal mondo dove i cani-gialli possono mangiare tutto il gelato che vogliono senza temere di riempirsi di lipomi e dove non esiste la filaria, la lesmaniosi, i tumori al fegato per le mamme e alla milza per i cani-gialli.

Chissà perchè quest'arma di scorta, adesso che mi si profila più vicina l'eventualità di usarla, non mi sembra più così efficacie.

Oggi hanno operato Giuditta.
L'operazione è andata bene, ma quello che hanno visto i dottori non è confortante. Niente di certo, per avere certezze bisogna aspettare i risultati dell'istologico, ma diciamo che se ieri potevo bearmi nell'illusione di un 50/50, oggi mi sento un po'ridimensionata.

Niente di certo, ripeto.

Non lo sarebbe stato neppure se mi avessero detto che, apparentemente, era tutto a posto, e che, tolta la milza, il resto sembrava avere un ottim oaspetto. Non lo sarebbe stato nemmeno così, e, anzi, con una simile previsione, un esito negativo in seguito sarebbe stato anche peggio.

Quindi mi odio un po'per sentirmi così male, per non riuscire a lasciare spazio alla speranza dopo questa telefonata. Ancora ieri dicevo che avrei avuto tutto il tempo per piangere, rotolarmi per terra e dare la testa contro il muro. Adesso un paio di testate le tirerei anche, ma solo per la rabbia che provo verso me stessa per aver già gettato la spugna. Il mio cane si sta svegliando dall'anestesia, è ancora con me, e io non ho nessun diritto di giocare a 'piagnisteo' finchè un accidente di veterinario non mi guarderà nelel palle degli occhi e non mi dirà: STOP, fine dei giochi, fine della corsa. Lasciala andare.
Lo hanno fatto con la mia mamma, e non ho mollato, anche se sapevo che non sarebbe durato a lungo, anche se ero consapevole che prima o poi sarebeb finita, ma non è finita COME e QUANDO hanno detto loro.
Con Ombroso non c'è stato margine di dubbio, nè spazio nè tempo per elaborare una singola strategia: lo abbiamo perso dall'oggi al domani, nemmeno 24 ore, nessuna speranza.

Non è questo il caso.

Non è il caso del cane-giallo, e io non ho il diritto di fare così, testa di cazzo che non sono altro!...
Ci sono altre strade.
Ci sono altre speranze.
E io le tenterò tutte, prima di gettare la spugna. Lo devo a Giudy, e lo devo a me stessa.


Bush

Victorian Tales

Posted on 2008.05.29 at 11:33
VICTORIAN TALES

Nuovo GDR, nuovi personaggi che bollono in pentola...
Stiamo inserendo le schede

         


Orphen

Il Padre e la conchiglia

Posted on 2008.05.13 at 09:00
La primavera mi passa attraverso, devastante come ogni anno, forse quest'anno anche di più (ma non lo ripeto ogni benedetta volta?...mha, l'arterio...)
All'usuale mancanza di tempo per fare qualsiasi cosa si assomma lastanchezza atavica che brucia i pochi istanti, e il risultato finale è che non ho modo di dedicarmi a me, a quell'Abisso che percepisco distante, alieno, come contemplato attraverso un vetro opaco. Non mio.
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Orphen

5 maggio

Posted on 2008.05.05 at 09:10


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

Orphen

Lord Adonis

Posted on 2008.04.30 at 15:22
 Perchè senza dubbio ci terrete tutti....

 


magician

Briar Krane

Posted on 2008.04.21 at 11:49


Un uomo ha bisogno di cinque cose: una donna, una tenda, le sue mani, un occhio acuto e qualche cosa per cui combattere

Così recitava un vecchio proverbio, che suo padre gli aveva ripetuto fin da quando potesse ricordare.
E suo padre sapeva come andavano le cose, sapeva tutto, o non l'avrebbero fatto Krisnitori* della Vitsa**, nonostante non avesse ancora raggiunto i cinquant'anni d'età.
Barone si ricordava ogni singola parola da lui pronunciata, prima che lo mandasse tra i gaggiò*** a fare esperienza.
Ma a volte Barone dubitava della saggezza di suo padre, nonostante quel semplice pensiero fisse da considerarsi una bestemmia.


magician

Cercando i miei passi sulle onde

Posted on 2008.04.18 at 11:18
I dreamed a dream in time gone by
When hope was high
And life worth living
I dreamed that love would never die
I dreamed that God would be forgiving
Then I was young and unafraid
And dreams were made and used and wasted
There was no ransom to be paid
No song unsung, no wine untasted


 

In memoria di un viaggio notturno, consumato con tre persone che amo e che prepotentemente, ciascuna a suo modo, hanno colonizzato vaste regioni della mia anima incolta.
Di ritorno da un lieto evento pomeridiano, si sono lasciate convincere ad accompagnarmi a San Terenzo, uno dei luoghi storici dei miei pellegrinaggi adolescenziali, laddove, su un lungomare disertato dai turisti, almeno nei mesi invernali, mi recavo a rivedere i luoghi cari al mio inestimabile e indimenticato Percy Shelley.
Villa Magni, ormai universalmente nota come 'Villa Shelley' (ma cosa ci si può aspettare dagli abitanti di una località che hanno chiamato un albergo 'Hotel Shelley e le palme'?...) è ancora là, una sentinella bianca soffocata dal cemento di più recenti costruzioni, ma ancora ben distinta, come una signora che non tradisce se stessa nemmeno nelle circostanze più avverse.
Tornare a conteplarne i portici è sempre come rivedere una vecchia amica, o tornare in un luogo noto, sebbene, quando Percy l'abitò, essa dovesse apparire ben diversa, il mare che ne lambiva la facciata, insinuandosi in tutto il piano terra, impregnandola di salsedine e umidità.
Quello stesso mare (ma il mare è mai uguale a se stesso?...) che si distendeva palcido e tranquillo come olio sotto il cielo stellato, e contro il quale le nostre figure, issate sugli scogli, si stagliavano con la drammatica evanescenza di ombre fuggevoli.
Certi luoghi non cambiano mai, nemmeno quando il mondo muta intorno a loro.
O forse il ricordo che ne conserviamo è così intenso da tracendere gli effettivi contorni del reale e da mostrarci solo ciò che vogliamo vedere, ciò che pretendiamo di credere.
Il sogno del Serpente è durato così a lungo, che ancora oggi mi chiedo se si sia interrotto davvero, o se tutta la mia vita non sia che una proiezione imposta dal reale, e ciò che io sono, sono sempre stato, e sempre sarò giace immobile davanti a una casa bianca nel Golfo di Lerici, una lapide inghiottita dall'edera a Roma, il corpo di marmo di un adolescente riverso su un letto di onde sotto una cupola dello University College di Oxford.
Ma poi penso a Percy, alla sua fame di vita, e mi rendo conto che ogni singolo istante vissuto ha avuto e ha un suo perchè, anche quando ho l'impressione che la grigia polvere dei giorni mi prema e soffochi da ogni parte.

Like the ghost of a dear friend dead
Is Time long past.
A tone which is now forever fled,
A hope which is now forever past,
A love so sweet it could not last,
Was Time long past.

There were sweet dreams in the night
Of Time long past:
And, was it sadness or delight,
Each day a shadow onward cast
Which made us wish it yet might last--
That Time long past.

There is regret, almost remorse,
For Time long past.
'Tis like a child's belovèd corse
A father watches, till at last
Beauty is like remembrance, cast
From Time long past.

P.B.S.


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